Viaggiare in aereo in Europa diventerà più semplice e, soprattutto, più tutelato. Nel luglio 2026 l’Unione europea ha approvato una profonda revisione delle norme sui diritti dei passeggeri aerei, la prima di questa portata da oltre vent’anni.
Attenzione, però: le nuove disposizioni non sono ancora applicabili. L’entrata in vigore è prevista 12 mesi e 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Nel frattempo continuano a valere le regole attuali.
Rimborsi e compensazioni: procedure più semplici
Una delle novità più interessanti riguarda proprio le richieste dei passeggeri. In caso di ritardi che possono dare diritto a una compensazione, le compagnie dovranno fornire informazioni sui diritti e indicazioni chiare per presentare la richiesta.
Sono inoltre previsti tempi più definiti nella gestione dei reclami: la compagnia dovrà confermare la ricezione della richiesta e rispondere entro 30 giorni, riconoscendo quanto dovuto oppure motivando il rifiuto.
Più tutele in caso di cancellazione o ritardo
La riforma interviene anche sull’assistenza e sulla riprotezione. Se, ad esempio, a causa di un disservizio è necessario pernottare, dovranno essere offerti gratuitamente hotel e trasferimenti tra aeroporto e struttura.
Se la compagnia non fornisce l’assistenza prevista, il passeggero potrà provvedere autonomamente e chiederne il rimborso, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.
Addio al problema del “no-show”
Un’altra novità riguarda chi acquista un biglietto di andata e ritorno ma, per qualsiasi ragione, non utilizza l’andata. Con le nuove regole la compagnia non potrà negare l’imbarco sul volo di ritorno soltanto perché il passeggero non ha utilizzato la prima tratta.
Più trasparenza anche sui bagagli
Le compagnie dovranno inoltre rendere più facilmente confrontabili le tariffe, mostrando prima dell’inizio della prenotazione anche le informazioni relative al bagaglio a mano incluso.
Le novità sono numerose e rafforzano significativamente la posizione dei viaggiatori. Nel frattempo, però, è fondamentale ricordare che cancellazioni, ritardi e negati imbarchi sono già disciplinati dalla normativa europea vigente: conoscere i propri diritti resta il primo passo per farli rispettare.





