logo_bianco_consulenzalegalefeg_sticky2
  • CHI SIAMO
  • SHOWCASE
  • SERVIZI
  • NOTIZIE
  • PODCAST
  • CONTATTACI
Avv. Giannone
Avv. Franzonello
logo_bianco_consulenzalegalefeg366
logo_bianco_consulenzalegalefeg_sticky2
  • CHI SIAMO
  • SHOWCASE
  • SERVIZI
  • NOTIZIE
  • PODCAST
  • CONTATTACI

Volo atterrato in aeroporto diverso: quali diritti ha il passeggero?

17/07/2026
-
Viaggiare
-
Scritto da Avv. A. Franzonello
volo

Può capitare che un volo non atterri nell’aeroporto indicato al momento della prenotazione, ma venga dirottato verso un altro scalo. Le cause possono essere diverse: maltempo, problemi tecnici, congestione del traffico aereo, chiusura temporanea dell’aeroporto di destinazione o altre ragioni operative.

Per il passeggero, però, il risultato è spesso lo stesso: ci si ritrova in un aeroporto diverso da quello previsto, magari a diversi chilometri dalla destinazione finale, con il problema di capire chi debba pagare il trasferimento, se sia possibile ottenere un rimborso e quando possa spettare anche una compensazione pecuniaria.

Non sempre il volo dirottato dà automaticamente diritto a un risarcimento. Tuttavia, il passeggero ha precise tutele, soprattutto quando l’arrivo effettivo alla destinazione finale avviene con un ritardo significativo.

Cosa significa volo dirottato su un altro aeroporto

Un volo può essere definito dirottato quando, pur essendo partito regolarmente verso una determinata destinazione, non atterra nell’aeroporto previsto ma in uno scalo diverso.

Il caso più frequente è quello dell’atterraggio in un aeroporto vicino a quello originario. Si pensi, ad esempio, a un volo diretto a Milano Linate che viene fatto atterrare a Milano Malpensa, oppure a un volo diretto a Treviso che viene dirottato su Venezia. In altre situazioni, però, lo scalo alternativo può trovarsi più lontano e rendere più complesso raggiungere la destinazione programmata.

La distanza tra i due aeroporti e il tempo necessario per il trasferimento sono elementi importanti, perché incidono sulla valutazione del disagio subito dal passeggero.

Viaggio dirottato equivale a cancellato?

No, non necessariamente. Il fatto che il volo sia atterrato in un aeroporto diverso non significa, da solo, che debba essere considerato come un volo cancellato.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha chiarito che, quando il volo viene dirottato verso un aeroporto che serve la stessa città o la stessa regione dell’aeroporto originariamente prenotato, il passeggero non ha automaticamente diritto alla compensazione pecuniaria prevista per la cancellazione del volo.

Questo non vuol dire, però, che la compagnia possa lasciare il passeggero senza assistenza. Anche se il volo non viene considerato cancellato, il vettore può essere tenuto a farsi carico del trasferimento dall’aeroporto alternativo a quello previsto, o verso un’altra destinazione vicina concordata con il passeggero.

Chi paga il trasferimento dall’aeroporto alternativo?

Se la compagnia fa atterrare il passeggero in un aeroporto diverso da quello indicato nella prenotazione, ma collegato alla stessa città o regione, deve proporre di propria iniziativa la presa in carico delle spese di trasferimento.

In pratica, la compagnia dovrebbe organizzare o rimborsare il trasporto dall’aeroporto di arrivo alternativo fino all’aeroporto originariamente previsto oppure fino a un’altra destinazione vicina, se concordata con il passeggero.

Il trasferimento può avvenire, ad esempio, tramite autobus, navetta, treno o altro mezzo adeguato. Se la compagnia non organizza nulla e il passeggero è costretto a pagare autonomamente il trasporto, è importante conservare scontrini, ricevute, biglietti e ogni prova della spesa sostenuta.

Quando può spettare la compensazione pecuniaria

Il volo atterrato in un aeroporto diverso non dà automaticamente diritto alla compensazione. Il punto decisivo è il ritardo con cui il passeggero raggiunge effettivamente la destinazione finale.

Se, dopo il trasferimento dall’aeroporto alternativo, il passeggero arriva all’aeroporto originariamente previsto, o alla diversa destinazione concordata con la compagnia, con un ritardo pari o superiore a tre ore rispetto all’orario previsto, può sorgere il diritto alla compensazione pecuniaria.

La valutazione, quindi, non deve fermarsi all’orario in cui l’aereo tocca terra nell’aeroporto alternativo. Bisogna considerare il momento in cui il passeggero arriva davvero alla destinazione che avrebbe dovuto raggiungere.

Il ritardo si calcola all’aeroporto alternativo o alla destinazione prevista?

Il ritardo va calcolato tenendo conto dell’arrivo effettivo del passeggero alla destinazione originaria o a quella vicina concordata con il vettore.

Questo dettaglio è fondamentale. Una compagnia potrebbe sostenere che il volo è atterrato con un ritardo inferiore a tre ore nello scalo alternativo. Tuttavia, se il passeggero arriva alla destinazione finale molto più tardi, per esempio a causa del trasferimento da un aeroporto all’altro, quel tempo deve essere valutato nel suo complesso.

Quando la compagnia può non pagare la compensazione

Anche quando il ritardo finale supera le tre ore, la compensazione non è sempre automatica.

La compagnia può evitare il pagamento se dimostra che il dirottamento e il ritardo dipendono da circostanze eccezionali, cioè eventi che non avrebbe potuto evitare anche adottando tutte le misure ragionevoli. Rientrano spesso in questa categoria condizioni meteo incompatibili con l’atterraggio, restrizioni del traffico aereo, chiusura dello spazio aereo, emergenze di sicurezza o altri eventi fuori dal controllo del vettore.

Diverso è il caso di problemi organizzativi interni, carenze operative o ritardi imputabili alla gestione della compagnia. In queste ipotesi può essere più difficile per il vettore invocare le circostanze eccezionali.

Cosa deve fare il passeggero in aeroporto

Quando il volo viene dirottato, è importante agire subito e non affidarsi solo alle comunicazioni verbali.

Il passeggero dovrebbe chiedere al personale della compagnia indicazioni scritte sul motivo del dirottamento, sulle modalità di trasferimento e sui tempi previsti per raggiungere l’aeroporto originario o la destinazione alternativa concordata.

È utile conservare:

  • carta d’imbarco;
  • conferma della prenotazione;
  • comunicazioni ricevute dalla compagnia;
  • screenshot dell’orario previsto e dell’orario effettivo di arrivo;
  • eventuali messaggi o email sul cambio aeroporto;
  • ricevute di taxi, treni, autobus o navette;
  • scontrini di pasti o altri costi necessari durante l’attesa;
  • fotografie dei tabelloni o delle comunicazioni presenti in aeroporto.

Queste prove possono diventare decisive se la compagnia non riconosce spontaneamente il rimborso delle spese o nega la compensazione.

Come presentare il reclamo alla compagnia

Il reclamo deve essere inviato alla compagnia aerea che ha operato il volo, anche se il biglietto è stato acquistato tramite un’agenzia, un portale online o in code sharing con un altro vettore.

Nel reclamo è opportuno indicare:

  • numero del volo;
  • data del viaggio;
  • aeroporto di partenza;
  • aeroporto di destinazione previsto;
  • aeroporto effettivo di arrivo;
  • orario previsto di arrivo;
  • orario in cui il passeggero ha raggiunto la destinazione finale;
  • spese sostenute per il trasferimento;
  • richiesta di rimborso e, se ne ricorrono i presupposti, di compensazione pecuniaria.

Il reclamo dovrebbe essere inviato tramite un canale tracciabile, allegando tutti i documenti disponibili. Una richiesta generica rischia di essere respinta più facilmente; una richiesta precisa, documentata e ben ricostruita ha maggiori possibilità di essere accolta.

E se la compagnia offre un trasferimento ma il passeggero sceglie un’altra soluzione?

La situazione va valutata con attenzione. Se la compagnia offre un trasferimento adeguato e il passeggero decide liberamente di utilizzare un mezzo diverso, il rimborso delle spese sostenute potrebbe essere contestato.

Diverso è il caso in cui la soluzione proposta sia irragionevole, troppo tardiva, non praticabile o non consenta di raggiungere la destinazione in tempi accettabili. In queste ipotesi il passeggero dovrebbe documentare il motivo per cui ha scelto un’alternativa e conservare ogni prova del disagio subito.

Prima di sostenere spese elevate, quando possibile, è sempre meglio chiedere conferma scritta alla compagnia o al personale di terra.

Tag
dirittidelviaggiatore
rimborso
viaggiatore
volo dirottato
Email
SUCCESSIVO →
Prenotazione cancellata dalla struttura: quali diritti ha il viaggiatore?

Correlati

Altri post da non perdere
cancellazione volo

Cancellazione volo: diritti e rimborso

18/10/2024
-
Viaggiare
La cancellazione di un volo può trasformare un viaggio in una fonte di stress. Tuttavia, i passeggeri sono tutelati dalla legge europea. Conoscere i propri diritti è fondamentale…
Continua →
Scritto da Avv. A. Franzonello
2 minuti per la lettura
bagaglio

Bagaglio danneggiato in aeroporto: come chiedere il risarcimento

03/07/2026
-
Viaggiare
Ritrovare la propria valigia danneggiata sul nastro bagagli è una situazione più frequente di quanto si pensi. Maniglie rotte, ruote staccate, gusci rigidi crepati, cerniere forzate o oggetti…
Continua →
Scritto da Avv. A. Franzonello
4 minuti per la lettura
volo cancellato

Volo in ritardo o cancellato nel 2026: quando hai davvero diritto al risarcimento (e quando no)

07/04/2026
-
Viaggiare
Negli ultimi mesi, tra scioperi, problemi operativi e traffico aereo in aumento, sempre più viaggiatori si trovano davanti alla stessa situazione: volo in ritardo volo cancellato coincidenza persa…
Continua →
Scritto da Avv. E. Giannone
2 minuti per la lettura

Cookie Policy - Privacy Policy - Gestione del consenso

Copyright Emanuele Giannone & Annalisa Franzonello - Realizzato da WHIG
Volo atterrato in aeroporto diverso: quali diritti ha il passeggero? - Consulenza Legale FEG