Dopo un infortunio sul lavoro, il lavoratore può ricevere le prestazioni economiche riconosciute dall’INAIL. Questo intervento, però, non esclude sempre la possibilità di ottenere un ulteriore risarcimento dal datore di lavoro o da un altro soggetto responsabile.
L’INAIL opera nell’ambito dell’assicurazione sociale obbligatoria e può riconoscere, a seconda delle conseguenze dell’infortunio, un’indennità giornaliera per l’inabilità temporanea, un indennizzo in capitale per menomazioni comprese tra il 6% e il 15% oppure una rendita per menomazioni dal 16% al 100%.
Che cos’è il danno differenziale?
L’importo erogato dall’INAIL è un indennizzo calcolato secondo criteri stabiliti dalla legge e non coincide necessariamente con il risarcimento integrale di tutti i danni subiti. Quando l’infortunio è riconducibile alla responsabilità del datore di lavoro, il dipendente può quindi chiedere il cosiddetto danno differenziale.
Si tratta, in sostanza, della parte di danno che rimane dopo aver considerato le prestazioni INAIL riferibili alle medesime voci. Nel calcolo possono rientrare, in base al caso concreto, il danno biologico temporaneo, l’eventuale danno permanente non integralmente indennizzato, la sofferenza morale, le conseguenze sulla vita quotidiana e i danni patrimoniali documentati.
Quando risponde il datore di lavoro?
Il risarcimento aggiuntivo non spetta automaticamente per il solo fatto che l’incidente sia avvenuto durante il lavoro. Occorre dimostrare che il danno sia collegato alla violazione degli obblighi di sicurezza e protezione gravanti sul datore di lavoro.
L’articolo 2087 del Codice civile impone all’imprenditore di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori. La responsabilità può emergere, ad esempio, in presenza di macchinari non sicuri, dispositivi di protezione mancanti, formazione insufficiente, procedure inadeguate o rischi conosciuti ma non correttamente gestiti.
Non si tratta, tuttavia, di una responsabilità automatica: devono essere ricostruiti la dinamica dell’incidente, il danno subito, la violazione degli obblighi di sicurezza e il collegamento tra tale violazione e l’infortunio.
Cosa deve fare il lavoratore?
Dopo l’infortunio è importante documentare con precisione l’accaduto. Devono essere conservati certificati medici, comunicazioni, fotografie, nominativi dei testimoni, verbali degli organi intervenuti e ogni documento relativo alla sicurezza aziendale eventualmente disponibile.
È inoltre utile verificare la valutazione medico-legale dei postumi e confrontare le somme riconosciute dall’INAIL con tutti i danni effettivamente subiti. Una quantificazione corretta richiede infatti di distinguere le diverse voci e di sottrarre solamente le prestazioni riferibili allo stesso tipo di danno.
Ricevere un indennizzo INAIL, dunque, non impedisce di chiedere un ulteriore risarcimento. Ogni situazione deve però essere valutata singolarmente, ricostruendo le cause dell’infortunio, le misure di sicurezza adottate e le conseguenze concrete sulla vita e sul lavoro della persona.



